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Auto a idrogeno: infuria la battaglia fra chi è pro e chi contro

Due partiti schieratisi agli estremi del campo di battaglia, che si guardano in cagnesco: è la guerra dell’auto a idrogeno. Il partito del sì, dei favorevoli; contro il partito dei no, dei contrari.

Chi è contro rispetto all’auto a idrogeno? Un pezzo grosso, un super manager del calibro di Herbert Diess, numero uno di tutto il Gruppo Volkswagen nel mondo. Non una voce di corridoio, ma un tweet bell’e buono. 

Secondo il dirigente tedesco, le celle a combustibile di idrogeno non sono una soluzione valida per il futuro del mobilità. Infatti, è stato dimostrato – dice – che l’auto a idrogeno non è la riposta giusta per il clima. Nei trasporti, l’elettrificazione ha prevalso. I falsi dibattiti sono una perdita di tempo. 

“Per favore, ascoltate la scienza!”, ha twittato Diess. Per la voglia di polemizzare? No, perché la cosa arrivi alle orecchie giuste. Tant’è che Diess ha insetio nel suo post gli account dei candidati alla successione della Cancelliera Angela Merkel: il leader della CDU Armin Laschet; il ministro delle finanze Olaf Scholz; il leader dei Verdi Annalena Baerbock; il ministro dei Trasporti Andreas Scheuer.

Sulla stessa linea Motus-E, che cita l’Istituto di ricerca sull’impatto climatico di Potsdam (PIK): un riferimento mondiale per gli studi sul cambiamento climatico. Il PIK ha pubblicato uno studio sulla mobilità: limitatamente a quel settore, i combustibili a base di idrogeno e l’idrogeno stesso siano inefficienti e costosi. Invece, i veicoli elettrici sono la migliore soluzione nel percorso di decarbonizzazione dei trasporti.    

Dov’è il problema dell’auto a idrogeno? Un aumento della domanda di questo gas accrescerebbe la dipendenza dalle fonti fossili che ci stiamo proprio proponendo di sostituire. Mettendo inoltre a rischio il raggiungimento dei target ambientali sia di breve sia di lungo periodo. Viceversa, l’idrogeno è perfetto per l’aviazione di lungo raggio, l’industria chimica e quella siderurgica.

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Toyota dice sì all’idrogeno

Ma il partito del sì all’auto a idrogeno dice proprio che surplus di energia prodotta da rinnovabili nelle ore di picco possa essere sfruttato per produrre idrogeno. Nel rispetto dell’ambiente. Fra gli altri, un colosso come Toyota sostiene che i carburanti sintetici o biologici e l’idrogeno siano da usare con un target preciso: alimentare motori endotermici oppure fuel cell abbinate a propulsori elettrici. 

I  nipponici hanno già in gamma la Mirai. Hanno avviato test di un tre cilindri alimentato a idrogeno. Parliamo di un Costruttore che col suo ibrido Prius ha rivoluzionato il pianeta, sicché occorre dargli credito. In parallelo, Hyundai sta puntando sulle celle a combustibile con la Nexo. BMW potrebbe sfornare il SUV i Hydrogen Next. La battaglia è appena iniziata.

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