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BMW danneggiata dalla crisi dei chip mondiale

Il Gruppo tedesco risente parecchio della mancata fornitura di microprocessori

Ben 10.000 modelli BMW non possono essere finiti a causa della crisi dei chip mondiale. Il Gruppo tedesco risente parecchio della mancata fornitura di microprocessori. A inizio pandemia, nel 2020, i fornitori di Taiwan hanno iniziato a dirigersi solo verso i big dei computer e degli smartphone, trascurando l’automotive. Quando le macchine hanno cominciato a essere vendute di nuovo, era troppo tardi: ormai i fornitori si erano diretti solo in altri lidi.

Coi chip fra l’altro importantissimi per le auto elettriche, e per le vetture a elevato contenuto tecnologico.

Così, i Gruppi auto sono rimasti a bocca asciutta. Il problema vale per tutti, e adesso BMW paga in modo pesante il guaio. Lo sa bene Milan Nedeljkovic, capo della produzione del marchio tedesco: le prospettive per la seconda metà dell’anno rimangono critiche. Anche le proiezioni fatte a inizio anno saranno presto riviste, sarà difficile rispettare quei target.

Carenza mondiale di microchip 

La carenza mondiale di microchip sta bloccando la produzione in diversi stabilimenti di tutti i Gruppi auto, a partire da alcuni impianti di Stellantis nel Nord America: ha fermato le linee a Jefferson North, a Detroit, a Belvidere, in Illinois, a Windosor, in Ontario, e a Toluca, in Messico, mentre ha ripreso a far lavorare altri due impianti, uno in Michigan e uno in Ohio.

La battaglia così è duplice. La crescita del settore auto potrebbe essere frenata dalla mancanza di semiconduttori. Sul fronte europeo, invece, tiene banco l’obiettivo della Commissione: vuole vietare la produzione di termiche dal 2035. Due fronti, per le aziende automotive, da gestire in contemporanea, in un periodo già di per sé difficile.

Viceversa, la Cina vede la situazione più rosea. Già dalla fine di luglio la criticità nel settore delle forniture di chip per l’automotive potrebbe attenuarsi e il ritorno alla normalità dovrebbe arrivare, in anticipo rispetto alle previsioni, nel quarto trimestre del 2021. A fare queste affermazioni riportate dal sito cinese Gasgoo è Chen Hong, presidente della cinese Saic Motor.

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