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Caro benzina e metano: quanti soldi l’Italia chiede all’UE?

Per il caro energia, con benzina e metano alle stelle, Cingolani ha detto in Parlamento: diremo all’Europa che servono molte più risorse

benzina

L’Italia batte cassa. Dopo i 200 miliardi di euro di Recovery Fund, servono altri soldi al nostro Paese. Il ministro della Transizione Cingolani lo ha spiegato in Parlamento: per il caro energia, con benzina e metano alle stelle, diremo all’Europa che servono molte più risorse.

Con la transizione che punta sull’auto elettrica, col Green Deal, e con la Cina che fa da idrovora energetica, i prezzi schizzano alle stelle. L’UE a quanto pare non era prontissima a reagire, non se l’aspettava. Infatti, è stata convocata ieri una ministeriale straordinaria a livello UE per il 26 ottobre sui prezzi dell’energia. 

Un intervento sui prezzi energetici, secondo il ministro, richiederà molte più risorse di quelle finora rese disponibili. Si tratta di un fenomeno che purtroppo sta interessando tutte le economie, in particolare europee.

Le dinamiche del prezzo del gas subiscono delle influenze molto forti. A questo si deve un elemento di forte volatilità a cui sono esposti i Paesi come il nostro, dice il ministro.

Comunque, è possibile ipotizzare una temporanea riduzione dell’aliquota IVA per il metano per autotrazione. Ma il ministero dell’Economia dovrebbe avviare la preventiva consultazione in seno al comitato Iva in sede Ue. E rinvenire adeguate coperture di bilancio”, ha detto Cingolani al question time alla Camera.

Benzina, metano e tasse: problema

Esiste il guaio tasse. Per il ministro sul metano per autotrazione la principale componente fiscale che incide sul prezzo finale è data dall’Iva. Mentre (diversamente da quanto avviene per benzina e gasolio) il peso dell’accisa è relativamente trascurabile. Inoltre, dal lavoro dell’osservatorio sui prezzi del carburante presso il ministero dello Sviluppo economico è emerso un consistente incremento del prezzo del metano. In particolar modo nell’area Centronord del Paese. 

C’è un attento monitoraggio dell’andamento dei prezzi registrati sull’intero territorio nazionale. Coinvolgendo il Garante della concorrenza e del mercato in relazione a possibili fenomeni speculativi sui prezzi. E la guardia di Finanza per controlli specifici.

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