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Crisi auto in Italia: serve un provvedimento del Governo Draghi

Per la crisi auto in Italia, serve un provvedimento del Governo Draghi: con la legge Bilancio o con un decreto urgente del Governo Draghi

Crisi auto in Italia 2

In emergenza, sono necessari provvedimenti rapidi. Quindi, per la crisi auto in Italia una misura nella legge Bilancio 2021, o un decreto urgente del Governo Draghi. Questo in sintesi il pensiero di Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor. Per prevedere subito interventi a favore del settore. In attesa di definire, nei tempi più rapidi possibili, un piano organico: con l’obiettivo di sostenere in maniera strutturale la difficile transizione verso l’auto elettrica.

Pertanto, secondo Quagliano, le tappe possono essere due. La prima: la legge Bilancio o un decreto del Governo, per fermare quanto più possibile l’emorragia di immatricolazioni. La seconda, ponderata: un disegno di ampio respiro, con normative che durino nel tempo.

Crisi auto in Italia: caos bonus

“Il continuo stop and go degli incentivi – afferma il presidente dell’Unrae Michele Crisci – non aiuta certo il mercato dell’auto ad agganciare l’attuale fase di ripresa dell’economia nazionale. E a ridurre l’handicap dovuto alla crisi dei semiconduttori. Ribadiamo perciò il nostro appello al Governo affinché faccia rientrare il finanziamento dell’Ecobonus all’interno di una strategia di lungo periodo per l’intero settore dell’automotive, il cui rilancio farebbe anche aumentare ulteriormente il Pil oltre il livello previsto nella Nota di aggiornamento del Def, viceversa dal settore automotive arriverà un pesante contraccolpo”.

Crisci auspica che venga quanto prima dato seguito al Tavolo Automotive, “dove siamo pronti a portare le nostre proposte, come sempre, in modo costruttivo. È opportuno indirizzare risorse verso un programma di sostituzione delle auto più inquinanti con vetture di nuova generazione”. E realizzare un piano concreto di sviluppo e attuazione urgente delle infrastrutture di ricarica ad alta potenza su tutto il territorio italiano con specifico riferimento alle nostre autostrade e rivedere con sollecitudine la fiscalità sull’auto in generale e sulle auto aziendali in particolare.

A questo punto, occorre capire che cosa voglia fare l’anima grillina del Governo. Poco incline a imitare gli altri grandi Paesi europei, dove gli incentivi sono davvero di un altro pianeta rispetto all’Italia.

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