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Dieselgate Volkswagen: l’Ue spinge il Gruppo a risarcire tutti i clienti

Dieselgate Volkswagen

Esploso nel 2015, il Dieselgate Volkswagen pare non avere mai fine. La Commissione europea, insieme alle autorità nazionali garanti dei consumatori, ha invitato il Gruppo Volkswagen a risarcire tutti i clienti. 

Cioè? In passato, VW ha già risarcito i clienti tedeschi. Per la Commissione Ue, tutti i consumatori di tutta l’Unione sono uguali. Tutti vanno risarciti allo stesso modo. Per i danni procurati dallo scandalo delle emi. 

Per Bruxelles, le pratiche commerciali messe in atto dal Costruttore tedesco (vendere veicoli dotati di sistemi per la manipolazione delle emissioni) rappresentano un inganno. C’è violazione delle normative comunitarie sulla tutela dei consumatori. Dunque, i risarcimenti devono valere in tutto il Vecchio Continente. I tedeschi sono uguali a tutti gli altri.

Dieselgate Volkswagen: pressing Ue

La Commissione Ue Commissione e le autorità garanti dei consumatori vanno in pressing su Wolfsburg. Obiettivo: nere una risposta positiva alle sollecitazioni su risarcimenti a livello continentale. 

Il commissario alla Giustizia, Didier Reynders, è perentorio:  “Il Dieselgate è esploso sei anni fa. Finora, non tutti i consumatori sono stati risarciti. Ci sono state sentenze di tribunale che hanno dimostrato il trattamento iniquo dei consumatori da parte della Volkswagen. Eppure la Casa automobilistica non è disposta a trovare soluzioni adeguate per gli automobilisti interessati. Come ho scritto alla società l’anno scorso, non solo i tedeschi, ma tutti i consumatori devono essere risarciti”. 

Ricordiamo che il Dieselgate o scandalo sulle emissioni ha riguardato la scoperta della falsificazione delle emissioni: erano i diesel VW venduti negli Stati Uniti d’America. Poi il guaio si è diffuso anche in Europa. I veicoli coinvolti sul banco di prova avevano emissioni in linea con le prescrizioni legali statunitensi: in teoria, tutto ok. Ma come? Grazie al software della centralina appositamente modificato: riduceva le emissioni a scapito di altre prestazioni durante i test di omologazione. Nella realtà, le cose andavano poi diversamente.

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