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Disastro immatricolazioni auto a febbraio

Un secondo mese dell’anno disastroso: le immatricolazioni sono state 110.869 con un calo del 22,6% su febbraio 2021 e del 37,9% sul 2019

immatricolazioni

E due. Dopo il disastroso risultato di gennaio, in febbraio arriva per il mercato dell’auto italiano un dato ancora più negativo. Lo rende noto Gian Primo Quagliano del Centro Studi Promotor. Numeri drammatici. Le immatricolazioni sono state 110.869 con un calo del 22,6% su febbraio 2021 e del 37,9% su febbraio 2019, cioè sull’ultimo febbraio precedente la pandemia. Nel primo bimestre di quest’anno le immatricolazioni in Italia sono state invece 218.716 con cali del 21,1% sul 2021 e del 36,4% sul 2019.

Prosegue la contrazione delle vetture a benzina (-37,7%) e diesel (-32,7%), giunte rispettivamente a una quota del 26,6% e 21,5% nel mese (26,9% e 20% nel cumulato); in crescita le alimentazioni a GPL (+24,7%), in calo il metano (-58,9%) con market share rispettivamente al 8,4% e 1,3% nel mese, sostanzialmente allineate nel bimestre.

Negli ultimi tre giorni di febbraio è stato immatricolato il 35,6% del totale mercato, mentre le auto-immatricolazioni di case e concessionari, secondo le elaborazioni sui dati Dataforce, hanno rappresentato il 9,1% dei volumi di vendita mensili.

Immatricolazioni nel 2022?

Proiettando il risultato del primo bimestre sull’intero anno si ottiene un volume di immatricolazioni di 1.093.415, un livello da anni ’60 del secolo scorso.

Quali le cause? Sentiamo Quagliano.

Uno Pandemia e la crisi dei microchip.

Due. Il Governo non ha ancora adottato provvedimenti per rendere operativi gli incentivi annunciati da tempo proprio da esponenti dell’Esecutivo.

Tre. La conseguenza facilmente prevedibile anche dai comuni mortali, ma evidentemente non prevista dal Governo, è che, in attesa degli incentivi, una parte importante dei pochi interessati ad acquistare un’auto in questo momento rinvia la decisione.

Quattro. La guerra Russia-Ucraina che sta già incidendo negativamente sulla domanda di vetture.

Un miliardo basta?

Per Quagliano, un miliardo all’anno annunciato per il 2022 rischia di essere insufficiente se questa cifra, come sembra, deve coprire, non solo sostegni alla domanda di auto, ma anche interventi per compensare l’impatto negativo della transizione ecologica sulla produzione di componenti e sull’occupazione. I contributi unitari saranno pochi per tanti soggetti? Sarebbe il colmo.

Sentiamo Federauto: pur nella piena consapevolezza delle priorità del Governo connesse alle gravissime e drammatiche vicende internazionali di questi giorni, si attende una rapida definizione del provvedimento operativo del decreto Bollette ed Energia.

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