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FCA cede Magneti Marelli per 6.2 miliardi di Euro, ecco le motivazioni alla base della cessione

FCA ha annunciato in via ufficiale la cessione di Magneti Marelli all’azienda nipponica Calsonic Kansei che dovrà sborsare 6.2 miliardi di Euro per prendere il controllo dell’azienda. Il gruppo guidato da Mike Manley potrà contare su di un accordo di fornitura pluriennale con Magneti Marelli che resterà in Italia e confermerà il livello occupazionale.

La cessione di Magneti Marelli permetterà a FCA di “fare cassa” per poter finanziare gli obiettivi ambiziosi del nuovo piano industriale del gruppo presentato lo scorso giugno da Sergio Marchionne. Il piano prevede una notevole espansione della gamma ed una lunga serie di investimenti nell’elettrico e nell’ibrido, tecnologie fondamentali per la crescita futura del gruppo.

Alle spalle della cessione di Magneti Marelli c’è, quindi, la necessità di investire nello sviluppo di piattaforme di nuova generazione, ideali per supportare a lungo termine l’elettrificazione, che andranno a sostituire le architetture oramai obsolete su cui il gruppo FCA ha puntato in questi ultimi anni.

La scelta di cedere Magneti Marelli segue un trend chiaro nel mondo automotive. I principali costruttori del settore, a partire da Volkswagen e le altre aziende tedesche, hanno da tempo scelto di non auto-prodursi i componenti ma di controllare i fornitori con commissioni in grado, di fatto, di indirizzare i loro investimenti e lo sviluppo di nuova tecnologia.

E’ chiaro che si tratta di un progetto a lungo termine. FCA non dovrà più investire in Magneti Marelli e potrà, di volta in volta, scegliere una tecnologia già pronta da utilizzare sui propri veicoli. Nel frattempo, gli oltre 6 milioni di Euro derivanti dalla cessione potrebbero dare un’accelerazione immediata al rinnovamento ed all’espansione della gamma di marchi come Jeep, Alfa Romeo e Maserati che rappresentano l’ossatura del gruppo.

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