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Fiat Chrysler: per il Ministro Delrio pace vicina con la Germania

Sarebbe tutto a posto per quanto riguarda la vicenda di Fiat Chrysler, che ha fatto scoppiare una lite nelle scorse settimane tra governo tedesco e italiano. Lo ha rivelato questa mattina il Ministro dei Trasporti italiano Graziano Delrio in audizione presso la Camera dei Deputati. Il Ministro ha dichiarato che ulteriori test son stati effettuati sulle auto di Fiat Chrysler Automobiles che erano state accusate di irregolarità dal Ministro dei Trasporti Tedesco Dobrindt. Il riferimento da parte dell’esponente dell’esecutivo italiano era chiaramente rivolto alle vetture Fiat 500X, Jeep Renegade e Fiat Doblò accusate di essere dotate di dispositivi illegali volti ad alterare i risultati dei test per il controllo dei livelli delle emissioni nocive.

Per Graziano Delrio questi ulteriori test dimostrano che nessun dispositivo illegale è presente nelle vetture e che dunque i veicoli di Fiat Chrysler Automobiles sono perfettamente conformi alla legge. Tra l’altro Il Ministro ha fatto presente di aver inviato una relazione al collega tedesco, che a quanto pare avrebbe dato ragione al rappresentante del governo italiano. Anche la Commissione Europea che ha fatto da arbitro in questa disputa sarebbe al corrente della notizia e concorderebbe con quanto affermato da Delrio. Nei prossimi giorni, secondo quanto riferito da un funzionario del Ministero dei Trasporti una relazione definitiva metterà luce su quanto accaduto e chiarirà definitivamente come stanno le cose.

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Fiat Chrysler: secondo il Ministro dei Traspoti Graziano Delrio nessuna irregolarità sarebbe presente nei veicoli del gruppo italo americano

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Insomma secondo il Ministro questi nuovi test effettuati non hanno rilevato impianti di manipolazione sulle vetture Fiat Chrysler. A questo punto salvo sorprese e ulteriori colpi di scena il caso dovrebbe essere chiuso. Da notare che le parole del Ministro arrivano mentre in Francia si è diffusa la notizia che molto presto un’indagine potrebbe essere aperta nei confronti del gruppo italo americano guidato da Sergio Marchionne. 

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