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Incentivi auto: solo per 3 anni, poi mai più

Necessario un piano triennale di incentivi per l’auto elettrica, ma bisogna progressivamente ridurre la dipendenza dalle misure di sostegno

incentivi

Il Governo Draghi potrebbe mettere sul piatto un miliardo di euro l’anno di incentivi. Per 3 anni. Per sostenere la domanda. Necessario un piano triennale di incentivi per l’auto elettrica, ma bisogna progressivamente ridurre la dipendenza dalle misure di sostegno: lo hanno sottolineato Anfia, Motus-E, Ancma e Anie, in un webinar. Organizzato per presentare lo studio “E-mobility Industry survey – La transizione della filiera della mobilità e il ruolo delle politiche industriali, tra presente e futuro”. Realizzato dalle associazioni con l’Università di Ferrara.

Francesco Naso, segretario generale Motus-E, dice: bisogna dare un segnale che gli incentivi diminuiranno. Si deve spingere per una filiera della mobilità elettrica. Bisogna occuparsi dei 70.0000 lavoratori che potrebbero perdere il posto.

Importante l’accompagnamento dei consumatori all’acquisto di queste vetture, spiega Fabrizia Vigo, responsabile Relazioni istituzionali Anfia. Per Omar Imberti, coordinatore del Gruppo E-Mobility Anie, occorre dire con chiarezza per quanti anni si intende utilizzare gli incentivi.

Incentivi e transizione: quale futuro

La transizione della filiera alla mobilità elettrica è già realtà per molte imprese, ma per le aziende della componentistica è più lenta, in particolare per quelle di piccola e media dimensione. Ricerca e sviluppo e formazione delle risorse umane emergono come fattori fondamentali per la transizione. Andrea Bianchi, segretario generale del ministero del Lavoro, ha spiegato che sono allo studio strumenti specifici di cassa integrazione per favorire la mobilità dei lavoratori tra aziende e settori e l’uso della formazione.

Le imprese più avanti nella transizione non hanno tuttavia utilizzato gli strumenti di politica industriale più delle altre, ma li hanno utilizzati per attività diverse e in forme diverse.

Ulteriori risorse messe a disposizione dalle politiche industriali verrebbero innanzitutto impiegate dai rispondenti in una nuova ondata di R&S, mentre regole stabili e liquidità sono identificate quali condizioni indispensabili per continuare la transizione.

Se è vero che la transizione è già realtà, è vero anche che la strada da percorrere nei prossimi 10-15 anni è ancora lunga. In assenza di paradigmi tecnologici di riferimento, è indispensabile un nuovo sforzo in ricerca di base.

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