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Le Nazioni Unite aprono la strada alla guida autonoma di livello 3

Le Nazioni Unite fanno fare un passo avanti alla guida autonoma di livello 3

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Qualche mese fa, Audi ha rinunciato a offrire la guida autonoma di livello 3. Il marchio dei quattro anelli ha deciso di dire stop a differenza di altri marchi come Mercedes che hanno deciso di continuare. Lo stop di Audi è dovuto principalmente alle incertezze normative che caratterizzano la guida autonoma attualmente. Le cose però sembrano essere migliorate negli ultimi giorni. Questo in quanto le Nazioni Unite hanno deciso di risolvere il problema fornendo alla tecnologia un importante requisito legale. Esso consentirà alle auto autonome di fare un passo avanti e trasformare il livello 3 in realtà. In particolare, ci si riferisce all’assistente al mantenimento di corsia.

Le Nazioni Unite fanno fare un passo avanti alla guida autonoma di livello 3

Le nuove norme dunque legalizzano il livello 3 di guida autonoma nelle strade ma prevedono requisiti rigorosi, come il fatto che l’attivazione del sistema possa essere effettuata solo in determinate condizioni di traffico. La normativa legale va oltre per proteggere sia i passeggeri che gli altri utenti della strada, prevedendo ad esempio che gli schermi di informazioni e intrattenimento siano disattivati mentre la guida autonoma è in funzione, evitando che il conducente venga distratto, oltre a emettere un allarme acustico e richiedere l’intervento del conducente quando l’auto si avvicina alla fine di una strada in cui è possibile usare la guida autonoma. E, se quest’ultimo ignora le chiamate di attenzione, il sistema arresterà automaticamente il veicolo.

Il sistema di guida autonoma si attiverà se vengono soddisfatti anche una serie di requisiti, ad esempio se il conducente è seduto e con la cintura di sicurezza allacciata e disponibile alla guida, né vengono rilevati guasti di sicurezza operativa o funzionalità del sistema e la scatola nera funziona. Ma ce n’è uno più importante e cioè che gli assistenti di rilevazione della fatica devono confermare che il guidatore sia in buone condizioni, analizzando gli ultimi 30 secondi e valutando cose come il battito delle ciglia, la chiusura degli occhi e il movimento cosciente della testa o del corpo.

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