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Multe con autovelox dei Comuni: allarme rosso

Mancano ancora i dati completi sui proventi delle multe degli enti locali

autovelox

Mancano ancora i dati completi sui proventi delle multe degli enti locali da Codice della Strada: autovelox e telecamere, che bel business. Sicuramente ci sono anche altre priorità, ma siamo sempre in attesa di ricevere dal Governo i dati completi sui proventi delle multe degli enti locali: questo il testo del tweet rilanciato oggi da Simone Baldelli, presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sulla tutela dei consumatori e componente della commissione trasporti.

Questo il commento ai dati emersi nel corso della puntata odierna di “Mi manda Raitre”, alla quale ha preso parte anche il viceministro delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili, Alessandro Morelli, sul tema delle mancate rendicontazioni dei proventi delle multe ordinarie e con autovelox da parte degli enti locali.

Soldi da autovelox: la torta misteriosa

Il 30,9% delle amministrazioni locali italiane nel 2021 non ha trasmesso entro i termini i dati sulla rendicontazione delle multe stradali, nonostante la legge imponga a ciascun ente di consegnare al governo entro il 31 maggio di ogni anno una relazione telematica sugli introiti delle multe dell’anno precedente, anche quelle elevate tramite autovelox.

Dai dati forniti alla redazione dal Ministero dell’Interno ed emersi nel corso della puntata, i risultati migliori si registrano in Toscana, dove solo il 7,6% delle amministrazioni sarebbe inadempiente (21 su 273), mentre quelle della Valle d’Aosta risulterebbero le peggiori, con ben 48 amministrazioni su 74 (il 64,8%) che non avrebbero presentato la documentazione entro la data prevista.
Le amministrazioni provinciali senza rendiconto sarebbero ben 25, di cui 21 al sud e 4 al nord, mentre sul fronte delle 14 città metropolitane ben 5 (Genova, Napoli, Messina, Catania e Palermo) risulterebbero inadempienti.

Ma quanti soldi incassano i Comuni?

Così, è difficile capire se i Comuni con le multe incassino un miliardo di euro l’anno, o di più. C’è chi dice addirittura 1,5 miliardi e chi 2 miliardi. D’altronde, i costi della politica sono fortissimi. E in qualche modo i cittadini devono partecipare. Denaro da impiegare, in teoria, per la sicurezza stradale. Studi, ricerche e propaganda ai fini della sicurezza stradale, attuata anche attraverso il Centro di coordinamento delle informazioni sul traffico, sulla viabilità e sulla sicurezza stradale.

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