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Salone di Monaco: terrà banco il destino misterioso dell’Euro 7

La Commissione europea impone l’elettrico dal 2035

iaa mobility monaco

Il 7 settembre 2021, apre l’IAA Mobility Monaco, il Salone del rilancio. Su 3 aree per mostrare transizione della mobilità: non solo auto, anche dispositivi di varia natura, come i monopattini elettrici. Sentiamo la presidentessa della VDA Hildegard Müller: “IAA 2021 darà molto spazio ai temi della protezione del clima e della sostenibilità con sistemi propulsivi puliti ed economici oltre a veicoli di ultima generazione con un mix completo di mobilità tra auto, e-bike, e-scooter e l’integrazione del trasporto pubblico locale”.  Ma, aggiungiamo, terrà banco il destino misterioso dell’Euro 7.

Infatti, la Commissione europea impone l’elettrico dal 2035. E a questo punto al Salone di Monaco si parlerà tanto anche di Euro 7. Quando arriverà il nuovo standard? Non si sa: mistero. Forse nel 2026, con parecchie Case che spingono per il 2027. Chiedono tempo all’Unione europea. Ma la stessa Ue che preme per l’elettrico addirittura dal 2035, data ravvicinatissima, è disposta a dare tempo?

Secondo problema: in origine, i limiti delle Euro 7 erano restrittivi. Le stesse Case domandano vincoli meno stressanti. Così, si è davanti a un bivio terribile. La prima strada vede l’Euro 7 dal 2026 con limiti molto stringenti. La seconda strada l’Euro 7 dal 2025 con limiti meno rigidi.

Nel primo caso, il peggiore, sarebbero altri guai per le Case auto, già alle prese con la difficilissima transizione verso l’elettrico, imposta dalla Commissione Ue, sempreché gli organi dell’Unione dicano sì all’idea della Commissione.

Salone di Monaco: fra Cina superstar e crisi dei chip

Ne guadagnerebbe tantissimo la Cina: a questa, l’Europa dovrebbe chiedere il famigerato litio per le batterie elettriche. Quella Cina che (in modo lecito) ha messo le mani su alcune zone chiave dell’Africa, dove si estraggono i minerali chiave. Cina che invece non dovrebbe sottostare i vincoli Ue: un grande vantaggio tecnologico.

In più, incombe il disastro della penuria dei chip. Taiwan (legittimamente) preferisce vendere i chip ai big della tecnologia, come Apple e Samsung: guadagna di più e più in fretta. A discapito dell’industria dell’auto: Ue e USA dipendono da Taiwan per i microprocessori. Risultato: moltissime fabbriche che viaggiano a ritmo ridotto. Quello di Monaco sarà il Salone delle polemiche.

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