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Stangata sulla ricarica delle auto elettriche: non si pagherà l’IVA?

Arrivano rincari del 40% per l’elettricità e del 31% per il gas

auto elettrica

Legnata sui consumatori, inclusi quelli che hanno la wallbox a casa per fare il pieno di corrente alle loro auto elettriche. Arrivano rincari del 40% per l’elettricità e del 31% per il gas. Presa in contropiede, la politica italiana cerca disperatamente una soluzione dell’ultimo secondo. Ecco l’idea: sterilizzazione dell’IVA.

Morale: se l’idea diverrà realtà, la bolletta elettrica sale del 40%. Ma non paghi una percetuale di IVA. Tra le alternative in esame, un intervento una tantum per ridurre gli oneri in bolletta. Con un problema: grosso modo, se togli l’IVA il cliente sa alla fine cosa va a pagare di più. Se togli gli oneri, come accaduto a luglio, nessuno ci capisce più niente, in una bolletta resa complicatissima da una serie di voci che sono una giungla tariffaria piena di trappolone.

Tasse sulla ricarica dell’auto elettrica

Quante tasse paghiamo? Nell’ultimo aggiornamento la componente fiscale, considerando anche le accise (2,8 cent di euro rispetto ai 22,8 centesimi complessivamente pagati per kilowattora),  tasse al 12-13% sul totale della bolletta. Intervenire su questo fronte come ha fatto il Governo spagnolo?

Due strade. Primo: la sterilizzazione potrebbe applicarsi neutralizzando l’IVA sulla differenza del costo dell’energia tra l’ultima quotazione e quella del 1° ottobre. Secondo: la sterilizzazione dell’Iva indiretta potrebbe invece replicare quanto avvenne nel 2008 di fronte al caro-carburanti: si va a compensazione del maggior gettito IVA con contestuale riduzione delle aliquote di accisa.

Comunque, un caos mai visto prima. Sarebbe questa la transizione energetica in Italia? Politica d’improvviso attiva su questo fronte. Motivo: altrimenti, perde voti. A questo proposito

Staffetta Quotidiana scrive: “L’aumento dei prezzi energetici sta mando istantaneamente in cima all’agenda: per timore delle reazioni dei cittadini, tutte le forze politiche si affrettano a chiedere e suggerire interventi. Come successo già a fine giugno, quando Governo e Arera dovettero fare nottata per approntare un calmiere che, con ogni probabilità, verrà replicato in vista del prossimo aggiornamento del primo ottobre Questo vuol dire che dobbiamo aspettarci una “manovra correttiva” sulla bolletta a ogni trimestre, per evitare tensioni sociali?”

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