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Stazioni di ricarica: male l’Italia, la Germania si prepara al boom

Mentre da noi le colonnine sono poche, in Germania si stanziano fondi importanti

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In Italia, ci sono solo 23.000 punti di ricarica per l’auto elettrica, e 12.000 infrastrutture. Di queste, poi, bisogna vedere quali siano quelle che funzionano per davvero. C’è un futuro piccolo investimento teorico, senza cronoprogramma, per il nostro Paese. Viceversa, la Germania si scatena. 

A settembre, Berlino fa partire nuove gare d’appalto per la realizzazione di almeno mille stazioni di ricarica rapida su tutto il territorio nazionale. Così vuole fermamente il ministero federale dei Trasporti. Target: dare una rete capillare e facilmente accessibile: la distanza tra ogni struttura non dovrà superare i 10 minuti di percorso in auto.

Soldi per le elettriche: massimo e totale controllo

Deutschlandnetz, questo il nome del programma è un punto di svolta nell’elettrificazione del parco circolante tedesco. Sul piatto, 2 miliardi di euro. Poi, c’è una struttura per il coordinamento e il controllo sino all’ultimo centesimo di euro: il Nationalen Leitstelle Ladeinfrastruktur (Centro nazionale per le infrastrutture di ricarica). 

Ogni stazione dovrà avere una capacità minima di 200 kilowatt: no alle ricariche lumaca. Prezzo? Massimo 44 centesimi lordi per kilowattora: 20,23 di elettricità, 17,85 di tasse, e 5,95 centesimi il margine garantito agli operatori. Agevolazioni per abbonamenti con fornitori e tariffe flat.

Sono 900 le località individuate tramite un algoritmo che garantisce la capillarità evitando sovrapposizioni con strutture già esistenti. 

In più, 200 postazioni nei parcheggi delle autostrade federali. L’intero programma è stato accolto bene dalla VDA, l’associazione dell’industria automobilistica tedesca. 

E da noi? Andiamo male perfino coi bonus. Motus-E denuncia che il decreto Sostegni-bis ha portato in dote un rafforzamento del cosiddetto Extra-bonus per le 0-60 gCO2/km e a rimpinguare con 200 milioni di euro l’ormai da tempo esaurito incentivo alle 61-135 gCO2/km. Ma questi fondi finiranno con tutta probabilità nel giro di pochi giorni. Purtroppo non è stato rafforzato l’ecobonus che era il volano più efficace finora per il mercato delle PEV.

Guardate il video https://www.youtube.com/watch?v=40XvhsJ8boA&ab_channel=BMVI

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