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Una stagione breve potrebbe cambiare la lotta al titolo in MotoGP?

In tanti si domandano se un MotoGP più breve potrebbe modificare gli equilibri, ecco cosa è accaduto negli scorsi anni dopo 12 GP

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Il campionato mondiale MotoGP ha programmato di organizzare la sua più grande stagione con ben 20 gare nel 2020. Invece, l’interruzione dovuta alla pandemia di coronavirus significa che la stagione non è ancora iniziata e Dorna ora punta a un calendario rivisto con un minimo di “12-13 gare “. Quelle gare si sarebbero tenute tutte in Europa, con ulteriori eventi oltremare che sarebbero stati decisi entro settembre e dipendenti dalla presenza degli spettatori. Ma quale impatto avrebbe potuto avere una stagione più breve sul risultato del titolo MotoGP negli anni precedenti?

In tanti si domandano se un MotoGP più breve potrebbe modificare gli equilibri, ecco cosa è accaduto negli scorsi anni dopo 12 GP

Considerando l’obiettivo di 12 round recentemente citato dal CEO di Dorna Carmelo Ezpeleta, ecco uno sguardo al leader del campionato mondiale dopo 6 gare, 12 gare e l’intera stagione per ogni anno dell’era della “MotoGP”. Le statistiche mostrano che per 16 dei 18 anni, il risultato del campionato del mondo non sarebbe cambiato se il titolo fosse stato assegnato dopo 12 round. 

Gli unici anni in cui il leader dopo 12 round non è stato incoronato campione sono stati il ​​2015 e il 2017. Sorprendentemente forse, per 13 delle 18 stagioni, il campione sarebbe rimasto invariato se incoronato già dopo 6 gare. Ad ogni modo, il 2020 sarà sicuramente unico per quanto riguarda la MotoGP, con l’ordine ‘tradizionale’ dei circuiti scossi, e con la possibilità di tenere due gare sulla stessa pista (nei fine settimana consecutivi) e un congelamento tecnologico delle moto.

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