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Dacia parte al contrattacco della Cina: il piano per avere l’ultima parola

La Dacia non ferma la sua corsa di fronte a nulla, nemmeno alla Cina: il piano della Casa rumena per farle scacco matto.

La Dacia farà furore anche in futuro? Di sicuro, i progettisti ci stanno lavorando sulla nuova gamma prodotti, nella speranza di raccogliere gli stessi ampi consensi del portafoglio attuale. Il valore cardine rimarrà, di consueto, quello del rapporto qualità-prezzo, valso parecchie fortune fino ai giorni nostri. Dopo essere precipitata nell’oblio, il gruppo Renault l’ha riportata in vita e da lì in avanti ha iniziato a macinare numeri formidabili. A fronte di un costo accessibile, la clientela sa di trovarsi un veicolo solido, forse poco fantasioso, ma affidabile. E in un’epoca storica segnata dall’inflazione, la politica del Costruttore rumeno promette di valerle il successo pure nei prossimi anni.

Dacia non teme rivali, nemmeno se cinesi

Dacia Duster 2024 render

La portata del riscontro resta, invece, da stabilire. Perché un pericoloso competitor andrà affrontato. Non un singolo marchio, come finora le è capitato, bensì un’intera Nazione. E adesso avrete capito di chi parliamo: dell’arrembante Cina. I brand del Paese asiatico hanno maturato una conoscenza nella produzione delle bev notevole, più di ogni altro, e sembra avere un radioso avvenire davanti. Nemmeno la teoria della bassa qualità costruttiva regge e solo il cielo pare esserne il limite.

Competere nello stesso territorio significherebbe uscirne con le ossa rotte e in Dacia lo hanno ben presente. I vantaggi in termini di approvvigionamento di materie prime giocano peraltro a favore di BYD, Xiaomi e compagnia. Rincorrerle vorrebbe dire accettare in partenza di essere la numero due. E allora ecco la decisione controcorrente: fino al 2035 la Casa dell’Est Europa andrà avanti a realizzare vetture a combustione interna.

Non per questo si priverà di full electric, tipo la variante della Dokker, in programma per il 2024 insieme alla versione ibrida. Nell’arco degli stessi dodici mesi verrà il turno della Fastback, un suv spartano da sette posti. E in laboratorio è in corso di studio una minicar da 5 mila euro, potenziale nemesi della Citroen Ami.  

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