Lancia Stratos rally Lancia Stratos rally

50 anni fa nasceva la Lancia Stratos: è ancora un mito

Basta citarne il nome e una lacrimuccia inizierà a scendere sul volto dei nostalgici. Compie 50 anni la Lancia Stratos, un modello che ha scritto la storia delle quattro ruote, unica nel suo genere. Se la Casa automobilistica torinese ha sempre puntato su vetture razionali, questa è stato, di fatto, l’unico strappo alla regola.

Da qui intende ripartire per il processo di rinascita, affidato a Luca Napolitano. Entro la fine del decennio usciranno tre vetture, che andranno a occupare la fascia premium del mercato.

Detto in parole povere, per potersele permettere serviranno delle buone disponibilità economiche. Meno nel caso della Ypsilon, che, comunque, sarà sottoposta a un’importante processo di rinnovamento. Quando e se arriverà un’erede della Lancia Stratos non è al momento chiaro.

Nei diversi incontri avuti con la stampa, l’amministratore delegato ha ammesso di sognare una sportiva; tuttavia, per finanziarla occorreranno i fondi necessari, ottenibili con dei buoni dati di vendita delle proposte in serbo.

Il mito della Lancia Stratos

Lancia Stratos Zero
Lancia Stratos Zero

La versione originale, quella di concept, della Lancia Stratos risale al Salone di Torino 1970. All’epoca denominata Zero, sapeva prendere le distanze dai soliti esemplari allora imperanti nel ramo delle quattro ruote. Bassa e filante, tanto da non disporre nemmeno delle portiere, montava nella zona posteriore il motore Fulvia 1.6 HF. Nel dietro le quinte tirava le redini il diesse di allora, Cesare Florio, il quale seppe persuadere con successo il capo, Pier Ugo Gobbato, ad avallare l’operazione. Nel mirino vi erano le corse di rally, che se fossero giunte si sarebbero tradotte in tanta pubblicità positiva.

Lancia Stratos rally

La versione definitiva accolse il 6 cilindri a V della Fiat Dino 246. In principio, l’idea riscosse diverse opinioni contrarie. A posteriori fu la scelta giusta, con la conquista di tre titoli iridati nel Mondiale, di cui due costruttori e uno piloti. Nel rispetto del regolamento, fu commercializzata pure la versione omologata per l’uso stradale, fabbricata in 500 unità, al prezzo di 10.725.000 lire.

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