Autobianchi Y10 Fila Autobianchi Y10 Fila

Autobianchi Y10 Fila: una versione che fece approdare la moda nell’automotive

Voleva essere ancora più glamour delle sorelle e ci riuscì. La Y10 Fila piacque alla gente.

L’Autobianchi Y10 Fila è stata la prima versione speciale della city car torinese, piccola e stilosa protagonista delle strade, negli effervescenti anni ottanta. Come le altre vetture della stessa famiglia, si caratterizzava per un look denso di carattere e per un tocco di raffinatezza sopra la media. Qui, poi, c’era il valore aggiunto di un griffe nota della moda italiana, con un allestimento specifico, immediatamente distinguibile.

Accattivante e originale, l’Autobianchi Y10 Fila è stata una felice presenza nella rete viaria urbana ed extraurbana di alcuni decenni fa. Indubbiamente aveva l’aspetto di un’auto modaiola, che piaceva in giro. Era, in un certo senso, l’espressione di uno stile di vita raffinato, anche se espresso in scala. Rispetto alle sorelle era più glamour.

Il debutto di questa versione prese forma nel mese di febbraio del 1987. La veste grafica fu curata dalla nota azienda biellese, di cui assunse il nome. Il bianco fu il colore scelto per vestirla, in modo integrale. Anche il portellone posteriore nero, che fortemente caratterizzava la Y10, fu verniciato con questo cromatismo, snellendone la presenza, che non tutti gradivano nell’altra veste. I paraurti e i copricerchi ricevettero lo stesso trattamento. Così l’auto divenne di estremo candore.

Autobianchi Y10 Fila
Foto Lancia

Delle strisce laterali a tutta lunghezza, poste nella sezione di mezzeria, aggiungevano altre note cromatiche, nel segno del marchio Fila. Per gli interni, nella fase iniziale, si pensò a rivestimenti in tinta rossa per i sedili. Una tonalità che si accostava felicemente alla veniciatura esterna total white. Sul piano tecnico e meccanico non cambiava niente rispetto all’auto di partenza.

Base di lavoro fu l’Autobianchi Y10 Fire, con motore da un litro di cilindrata, capace di sviluppare 45 cavalli di potenza massima. Nessuna novità sul fronte tecnico: qui il trattamento si limitava alla forma, divenendo però sostanza. Nel mese di marzo del 1988 giunse una reinterpretazione del modello, con l’ingresso in listino di una versiole full black, meno gradevole della prima, pur se maggiormente orientata all’eleganza. Su quella bianca, gli interni potevano ora essere scelti anche in tinta azzurra, in alternativa al classico rosso della serie iniziale.

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