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Caterham Seven: 50 anni di emozioni in pista

La Caterham Seven compie quest’anno il suo mezzo secolo di vita. Questa vettura sfoggia le linee dell’omonima Lotus. Anche la filosofia è la stessa, pur se rinfrescata. La stretta parentela con l’auto di Colin Chapman non stupisce, visto che il progetto è proprio quello. Caterham lo ha rilevato nel 1973 e da allora continua a dar corpo alla gloriosa creatura, sempre fedele a se stessa, ma con sottili aggiornamenti rispettosi del suo spirito. Nell’abitacolo si respirano le atmosfere dei tempi passati, che fanno scattare emozioni di vecchia memoria.

Basta varcare la soglia d’ingresso per scoprire un mondo legato alla tradizione più genuina. Prendere posto nei suoi sedili, rivestiti in pelle pregiata, richiede alcuni sacrifici. Anche questo concorre ad alimentare le suggestioni di un’esperienza unica e coinvolgente. Volendo si può optare per un telaio più grande, che accresce gli spazi vitali, ma non è la stessa cosa.

La posizione di guida della Caterham Seven è bassa, quasi come su una Formula 1. Basta allungare il braccio per toccare il suolo. Anche in movimento il rapporto col manto stradale è ravvicinato, amplificando la portata delle prestazioni. Questa adiacenza trova riscontro nei comandi, diretti e precisi come quelli di un’auto da corsa.

Un fatto che deriva dalla mancanza di dispositivi di assistenza, oggi imperanti anche sulle supercar. La particolare impostazione è resa possibile dalla leggerezza del mezzo, che non sovraccarica di sforzi il fortunato pilota.

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Foto Caterham

Con simili premesse il piacere di guida è sublime, a prescindere dai riscontri cronometrici. Non sono i decimi di secondo, infatti, a sancire l’appagamento sensoriale, che in quest’auto raggiunge livelli fuori dal comune. In essa rivive lo spirito di Colin Chapman, grande tecnico inglese che aveva capito prima degli altri l’apporto del contenimento del peso sull’efficienza dei veicoli.

Negli ultimi aggiornamenti, il ventaglio dei motori offerti sulla Caterham Seven si è fatto molto ampio. Si parte dall’unità Ford Sigma VCTI da 1.6 litri e 120 cavalli della Roadsport 120, che è l’entry level della gamma, per finire, con una lunga sfilza di step intermedi, alla Superlight 620R, con motore Caterham Powertrain Duratec 2.0 sovralimentato da 311 cavalli, che brucia il passaggio da 0 a 100 km/h in 2.79 secondi, per raggiungere in fretta la velocità massima di 250 km/h.

Questa è la versione destinata a un pubblico dal piede pesante. Sfoggia un retrotreno a ruote indipendenti, abbinato a un assetto più rigido, che la differenzia dagli allestimenti di accesso, molto più confortevoli. Anche il resto è per la pista, come impone un’arma da track day.

A prescindere dalla scelta, le emozioni di guida sono assicurate, perché un’auto di mezza tonnellata, se ben costruita, si comporta quasi come un go-kart. Lo spirito è vivo e il peso ridotto fa da cassa di risonanza delle performance. Così anche con pochi cavalli si riceve un bel divertimento. I puledri della versione base sono sufficienti, ma passando agli step successivi si sente ancora di più il vigore dinamico, anticipato da un bel calcio nel sedere.

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