Dacia Mini Duster Dacia Mini Duster

Dacia Duster: versione mini in cantiere

La Dacia Duster avrà una versione mini? L’ipotesi è molto più che una suggestione: se ne dicono certi in Romania.

Siccome l’appetito vien mangiando, in casa Dacia preparano già le uscite dei prossimi anni. Il 2023 è stato fino a questo punto magico per il marchio rumeno, capace di dare fastidio in Italia pure a Fiat, sottraendole delle rilevanti quote di mercato. Sospinti dall’entusiasmo, i piani alti del gruppo Renault hanno già avallato il lancio di ulteriori new entry nei prossimi anni. E quella di cui ora vi andremo a parlare, chiamata Dacia Mini Duster, è una delle più interessanti. Xavier Martinet, vicepresidente marketing, vendite e operazioni aveva parlato in maniera vaga sul rilascio della new entry. Quindi, il numero due del conglomerato, Gilles le Borgne, ha concesso maggiori dettagli al Salone di Monaco 2023, andato in scena a inizio settembre.

Dacia Duster si fa… mini

Dacia Mini Duster

Il modello andrà a colmare il vuoto tra la Sandero e la Duster di terza generazione. Che, prevista per il prossimo anno, si discosterà dalle serie precedenti in termini di dimensioni. Inoltre, assumerà linee più spigolose e squadrate, a enfatizzarne la vocazione off-road. Con la Dacia Mini Duster si creerebbe un suv di segmento B e, dunque, compatto, lungo al massimo 4,2 metri. Su quale sarà la motorizzazione è difficile stabilirlo, anche perché prima di arrivare nelle concessionarie toccherà attendere qualche altro anno. Difatti, il papabile ingresso in listino sarebbe in programma per il post 2025, riferisce il sito Playtech.ro.

L’idea è di far uscire prima la versione definitiva del suv Bigster e solo a quel punto di introdurre la Dacia Mini Duster. Comunque, la finestra di uscita sarebbe precedente al 2028, quando il pubblico accoglierà la nuova Sandero. Per quanto riguarda le alimentazioni, non si esclude una variante elettrica, basata sulla piattaforma CMF-BEV. La compagnia dell’Est Europa sta d’altronde collaborando nella realizzazione dell’architettura CMF e, pertanto, ci sarebbero i presupposti adatti. Staremo a vedere se sarà o meno così. Sulla stessa architettura sorgeranno le elettriche della Casa di Molveni per il post 2035, anno della messa al bando dei propulsori endotermici in Europa.

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