Ferrari F8 Tributo Ferrari F8 Tributo

Ferrari F8 Tributo: tentativo di distruzione nell’off-road

Un’auto speciale come la Ferrari F8 Tributo dovrebbe essere gestita con tutti i riguardi, anche in pista, terreno nel quale si trova perfettamente a suo agio. Strapazzarla nell’off-road, magari colpendo di proposito qualche struttura metallica, non è una prova d’amore nei suoi confronti, ma nell’era social tutto è possibile, anche le stravaganze più assurde.

Può così capitare di imbattersi su YouTube in un video dove si vede la berlinetta di Maranello trattata con i piedi, come se fosse un veicolo a metà strada fra un’auto da rally e un pick-up da lavoro nei campi. L’intento è proprio quello di violentarne la sacralità. Questo fa gridare alla blasfemia, ma non tutti vivono come un fatto religioso il rapporto con le sportive del “cavallino rampante”.

WhistlinDiesel, che ha pubblicato nelle scorse ore il video di cui vi stiamo parlando, è la conferma plastica di come alcuni vedano le “rosse” con leggerezza (o magari come strumento per ottenere viralità on line). Lui, nel suo canale YouTube, ha 4.68 milioni di iscritti, quindi sa benissimo come si maneggiano gli strumenti di comunicazione, ma il modo è sbagliato, almeno in questo caso.

Un’auto che dovrebbe essere oggetto di culto

Ferrari F8 Tributo

Trattare così una Ferrari F8 Tributo, rischiando di buttare all’ammasso tanti soldi, stride coi disagi che vivono tanti cittadini del mondo. Non è becero moralismo da quattro soldi, ma una presa d’atto. Certo, anche noi stiamo concorrendo indirettamente alle view, ma lo facciamo senza applausi, anzi con un atteggiamento critico.

Bisogna ammettere che il tizio ci sa fare nella gestione della “rossa”, che guida con maestria su fondi particolarmente difficili. A tratti dà l’impressione di avere dei trascorsi nei rally, per come fa danzare la supercar italiana nei tratti più guidati e a bassa aderenza. Il mestiere non gli manca: peccato che lo usi con l’intento di ferire lo spirito e la nobiltà della Ferrari F8 Tributo, verso la quale non mostra particolari riguardi.

Questo non significa che auto del genere debbano essere custodite sotto una campana di vetro. Tutt’altro, perché sono state progettate per il divertimento di guida, ma l’off-road è davvero troppo, specie se fatto, in alcuni momenti, con sbandierata strafottenza. Il video si chiude con il lavaggio dell’auto e con la sua collocazione dentro una bolla d’aria.

Pensavate che lo show si fosse chiuso qui? Vi sbagliate. Il tizio continua ad accanirsi contro il suo gioiello del “cavallino rampante”, buttandovi addosso degli oggetti, ma qui forse con l’intento di mostrare come il cappotto protettivo sia in grado di difendere bene la carrozzeria da eventuali imprevisti, come una scala che dovesse cadere contro la vettura.

Il video-show della Ferrari F8 Tributo

YouTube video

Ricordiamo che questa “rossa” rende omaggio al motore V8, un’architettura meccanica che, gli ultimi step, ha vinto una lunga scia di prestigiosi riconoscimenti. Nel caso specifico, l’unità propulsiva ad otto cilindri ha una cilindrata di 3.9 litri e gode della sovralimentazione, grazie a due turbocompressori. La potenza massima sviluppata da questo gioiello ingegneristico è di 720 cavalli: la stessa della 488 Pista, versione estrema del modello che ne ha preceduto l’arrivo in listino.

Il quadro prestazionale è al top: accelerazione da 0 a 100 km/h in 2.9 secondi, da 0 a 200 km/h in 7.8 secondi, velocità massima di 340 km/h. Sono cifre stellari, anche se l’erede, battezzata col nome di 296 GTB, fa ancora meglio. Entrambe sono delle best in class, ma la nuova discendente della stirpe ha un motore a 6 cilindri alle spalle del pilota.

La Ferrari F8 Tributo, quindi, ha chiuso un’epoca e lo ha fatto nel migliore dei modi. Incredibile la sua tecnologia come la qualità degli studi aerodinamici applicati su di essa. Tanto di cappello agli uomini di Maranello per questo capolavoro a quattro ruote, che non tutti trattano coi guanti gialli. Video docet, a partire dal minuto 6’30, dove vi abbiamo portato direttamente, saltando i lunghi preamboli!

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