Flavio Briatore: “Fiat? L’auto di punta è la Panda. Il marchio è in mani francesi. Agnelli non sarebbe stato contento”

Il linguaggio diretto appartiene a Flavio Briatore, che dice la sua su Elkann e Stellantis.
Flavio Briatore
Screen shot da video Flavio Briatore

Flavio Briatore è uno che non le manda a dire. L’imprenditore cuneese usa un linguaggio schietto e senza filtri per raccontare il suo punto di vista sulle cose. In un’intervista rilasciata ad affaritaliani.it, l’ex team manager della Benetton in Formula 1 ha espresso delle parole non proprio tenere nei confronti di John Elkann, nipote di Gianni Agnelli. Secondo lui, il presidente di Stellantis non sarebbe stato apprezzato, per le sue scelte aziendali, dall’Avvocato.

Più che una critica, l’intervento di Flavio Briatore sembra un affondo nei confronti di Elkann, su quasi tutta la linea. Oggi, a suo giudizio (ma sono in tanti a pensarlo), le leve del potere sono in mano francese. Per lui non c’è alcun dubbio su questo. Ciò significa che la Fiat non è più italiana.

“Non credo proprio – dice Briatore – che se Agnelli fosse ancora vivo, sarebbe contento di ciò che ha fatto in questi anni suo nipote”. Il ricco uomo d’affari cuneese ricorda che il nonno di John aveva pure trovato degli azionisti esteri, ma per dare più robustezza al marchio e alla sua presenza in Italia. Un abisso separa, quindi, a suo giudizio, le due linee strategiche.

Il fatto che il governo di Giorgia Meloni stia mostrando resistenza verso aiuti suscettibili di non produrre benefici diretti e principali in Italia sembra, in qualche modo, confermare la cosa. Se Tavares minaccia tagli occupazionali nel nostro paese, in assenza di ulteriori incentivi per i veicoli elettrici, il ministro Urso gli replica: “Fateci diventare soci”.

Stellantis

Per Flavio Briatore, le aziende che portano la produzione all’estero non dovrebbero potersi giovare neppure della cassa integrazione: “Nel nostro paese con la Fiat si producevano un milione di auto, ora 40 mila. E intanto gli italiani continuano a pagare questo strumento”. Ovviamente, a suo giudizio, i lavoratori non vanno abbandonati, ma tutelati in modo diverso. Stiamo parlando di esseri umani e talvolta anche di padri e madri di famiglia, quindi non possono essere parcheggiati o scaricati.

Quella dell’ex manager della Benetton in Formula 1 non sembra una voce isolata nella critica al comportamento di Stellantis e, in particolare, di John Elkann, che forse non ha lo stesso attaccamento all’Italia del nonno. Briatore lancia delle frecciate anche sul fronte prodotto: “Fiat, negli ultimi anni, ha portato al debutto pochi modelli. L’auto di punta è la Panda. E ho detto tutto…”.

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