Honda CR-V Hybrid Racer Honda CR-V Hybrid Racer

Honda CR-V Hybrid Racer messa alla frusta da Max Verstappen

Max Verstappen ha provato l’Honda CR-V Hybrid Racer da oltre 800 cavalli, domandola con estrema naturalezza. Ci vuole ben altro, infatti, per mettere in difficoltà un pilota di Formula 1, con due titoli mondiali guadagnati negli ultimi due anni. La vettura, in un certo senso, è pazza, perché nasce da arditi trapianti genetici, resi ancora più folli dalla sua natura di SUV. Il soprannome “The Beast“, che le è stato affibbiato, corrisponde alla sua indole, davvero furiosa.

Sotto il cofano, pulsa lo stesso motore ibrido della monoposto Honda per l’IndyCar: un V6 biturbo da 2.2 litri di cilindrata, che sviluppa la già citata potenza massima di 800 cavalli, scaricati a terra mediante un cambio XTRAC a 6 rapporti.

Max Verstappen ha avuto l’opportunità di provare l’Honda CR-V Hybrid Racer durante il weekend del Gran Premio di Miami. L’esperienza è stata accuratamente ripresa. Ora la casa giapponese ci offre una clip, dove condensa in 60 secondi il prezioso incontro. Nei fotogrammi si ammira il due volte campione del mondo mentre sfreccia in pista e durante l’esecuzione di alcuni donut. Ovviamente la sua Red Bull è molto più veloce, ma l’altra non scherza.

Sulla Honda CR-V Hybrid Racer, la metà inferiore del corpo è realizzata in composito di carbonio leggero mentre la parte superiore ha un telaio tubolare in acciaio al cromo. Per dare alla vettura la possibilità di trasmettere al suolo, in modo efficace, tutta la sua potenza, i cerchi in lega da 20 pollici sono stati avvolti in pneumatici Firestone Firehawk Indy 500 Ultra-High Performance. Sotto le vesti, pesantemente riviste, di una CR-V, si nasconde quasi una “belva” da Indycar.

Questa vettura è un laboratorio mobile, una sorta di prova del savoir-faire aziendale. All’origine della trasformazione ci sono gli uomini del reparto Honda Performance Development. Si notano gli elementi aerodinamici, plasmati in fibra di carbonio, come il vistoso splitter anteriore e il gigantesco alettone posteriore. I parafanghi, svasati, hanno delle feritoie di taglio racing. Fatte le dovute differenze, nel look si coglie una vaga similitudine con la brutalità espressiva delle Gruppo B da rally.

Le sospensioni anteriori giungono dall’Acura NSX GT-3 Evo22; le posteriori derivano da un adattamento di quelle della Dallara IR-18 Indycar. Ad assicurare l’azione frenante provvedono dei vigorosi dischi con pinze Brembo, da 380 mm all’anteriore e da 355 mm al posteriore. Adesso, però, la parola passa al video. Buona visione!

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Fonte | Carscoops

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