Frontale Mazda 323 Frontale Mazda 323

La misteriosa Mazda 323 a sei ruote e trazione 6×6

Quando ormai era caduta nel dimenticatoio, delle foto postato su Facebook da un utente hanno riacceso i fari sulla particolare Mazda 323, protagonista del nostro racconto. Si tratta di un modello assolutamente fuori dall’ordinario. Basta snocciolare un paio di dati per rendersene conto: le sei ruote e la trazione 6×6. La nascita risale a tre decenni fa ed è da attribuire a Neville Laker, un meccanico in servizio presso Trury Tires, negozio di pneumatici sito ad Auckland, capitale della Nuova Zelanda.

Mazda 323: il modello da rally fuori da ogni logica di Neville Laker

Frontale Mazda 323

Gli scatti di recente postati in rete suggeriscono che esista ancora, anche se adesso avrebbe una livrea bianca e monterebbe gomme diverse. Pur non essendo in condizioni impeccabili, un appassionato in possesso di adeguate competenze saprebbe riportarla in buono stato. Qualora fosse messa in vendita sul mercato dell’usato, magari attraverso un annuncio proprio sulla piattaforma fondata da Mark Zuckerberg, ci si potrebbe fare un pensierino.

Tesy Mazda 323

La creazione, unica nel suo genere, avrebbe potuto competere nelle gare da rally. Il magazine spagnolo La Escuderia ha provato a ricostruirne la storia, pur evidenziando le difficoltà implicite in un’operazione del genere. La vettura sarebbe una pesante elaborazione della seconda generazione della Mazda 323, in commercio dal 1980 al 1985. Sui propulsori circolano tesi contrastanti, ad esempio che i due motori iniziali, entrambi da 1.6 litri e turbocompressi, avrebbero ricevuto delle modifiche. Nella fattispecie, quello anteriore sarebbe stato sostituito.

Fiancata Mazda 323

Inoltre, alcuni sostengono che ambedue le unità erano rotanti. Mancano, tuttavia, conferme definitive e vi invitiamo, di conseguenza, a prendere i dettagli come delle semplici voci.

La carreggiata fu allargata e una grande ala posteriore donava stabilità al mezzo, una soluzione ideale nelle competizioni estreme. I gruppi ottici posteriori differivano dalla proposta originale, forse presi in prestito dalla variante berlina. Un esemplare del genere spicca per inventiva, anche se una domanda sorge spontanea: dove troverebbe posto il pilota?

 

 

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