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Ritiro patente: stop in un Paese, stop in tutti. Approvata la stretta

L’Europarlamento approva la proposta di legge secondo cui la sospensione e il ritiro della patente in un Paese sarebbero validi nell’intera UE

L’Europarlamento ha approvato una proposta che renderebbe la sospensione e il ritiro della patente validi nell’intera UE. Attraverso tale iniziativa, le parti confidano di armonizzare le regole sulla guida e di favorire la sicurezza stradale, in linea con l’obiettivo “Vision Zero” di zero vittime da incidenti stradali entro il 2050. Ancora oggi sono troppe le persone che perdono la vita in circostanze evitabili. Fermare la cattiva condotta dei conducenti irresponsabili costituirebbe un importante passo avanti.

L’Europarlamento dice “sì” al ritiro e alla sospensione della patente validi nell’intera UE

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Ma come funzionerebbe il sistema stabilito dall’Unione Europea? Se un guidatore viene multato a causa di una grave infrazione in uno Stato estero, il fermo della patente sarà comunicato entro dieci giorni in quello dove gli è stata rilasciata la licenza di guida. Il Paese di origine avrà, quindi, quindici giorni per decidere se estendere o meno il veto lungo l’intero Vecchio Continente. Al trasgressore verrà comunicata la scelta intrapresa entro sette giorni lavorativi.

Le infrazioni gravi vengono suddivise in quattro categorie: circolazione senza patente; circolazione in stato di ebbrezza; provocare sinistri mortali; superare il limite di velocità di 50 km/h (o di 30 km/h in città). Prima dell’introduzione, la proposta normativa dovrà superare diverse altre tappe. Innanzitutto, occorrerà il via libera del Consiglio UE e, quindi, ricevere la ratifica definitiva dall’Europarlamento.

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Il fine ultimo consiste nel creare un sistema di controlli e sanzioni più efficace, affinché gli automobilisti siano dissuasi dall’attuare una condotta scorretta al volante. L’approccio di tolleranza zero nei confronti dei pirati della strada ha determinato, negli scorsi mesi, delle modifiche importanti al Codice della Strada. Voluta fortemente dal vicepremier Matteo Salvini, ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, l’iniziativa è stata portata avanti fino in fondo. I preoccupanti dati registrati di decessi provocati da gravi trasgressioni esortano a proseguire in tale direzione, e la pensano allo stesso modo pure le autorità comunitarie.

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