Sapevate perché Enzo Ferrari volle il V12 sulle sue auto?

Ferrari Enzo V12
Image by Toby Parsons from Pixabay

Dici Ferrari e pensi al motore V12. Questa è l’architettura meccanica simbolo della casa di Maranello. Enzo Ferrari amava il 12 cilindri, entrato nel suo cuore dopo aver ascoltato le melodie meccaniche di un’unità Packard con quel frazionamento. Non sorprende, quindi, che lo abbia scelto per la 125 S, prima automobile del “cavallino rampante”. Quella “rossa”, la cui uscita inaugurale di fabbrica avvenne il 2 marzo 1947, suonava al ritmo di un V12 da 1.5 litri di cilindrata. Fu l’inizio di un’applicazione su larga scala nella produzione stradale e da corsa del marchio.

Enzo Ferrari ammirava la “voce armoniosa e l’esclusività della produzione” del 12 cilindri, ma la sua scelta non fu soltanto di ordine sentimentale. A parità di cubatura, infatti, un motore configurato in quel modo rendeva possibili superiori regimi di rotazione, per le masse in modo alterno più contenute, con vantaggi in termini di potenza. Per uno come lui, che nelle corse riteneva l’energia sviluppata dal motore più importante di tutto il resto, era la soluzione giusta. Le Ferrari V12 si misero subito in mostra nel mondo delle gare, a suon di successi. Possiamo dire che l’uomo di Maranello aveva visto bene.

Ebbe inizio un cammino glorioso e inimitabile, che si è fissato per sempre nella storia dell’automobilismo e della cultura. Fatte salve poche eccezioni (guardando all’era moderna si può pensare alla GTO e alla F40), tutte le “rosse” più belle si sono giovate della spinta di unità propulsive a 12 cilindri. Questa architettura ha trovato posto sotto il cofano di modelli iconici come le 250 GTL, SWB, California, Testa Rossa, GTO, la 330 P4, la 365 GTB/4 Daytona, la 275 GTB, solo per citarne alcune del passato, ma ci sarebbero anche la 166 MM e moltissime altre dei tempi romantici.

Spostando l’attenzione su anni più recenti, doveroso menzionare la 512 BB, la Testarossa, la F50, la Enzo, LaFerrari, le Monza SP1 ed SP2, la F12 tdf, la 812 Competizione, la Daytona SP3, ma la lista sarebbe più lunga, per non fare torto a diverse altre opere del blasonato marchio emiliano. Anche se le norme sempre più restrittive e il processo di elettrificazione imposto dai legislatori sta rendendo sempre più difficile la vita di simili unità propulsive, pare che la Ferrari cercherà di regalare agli appassioni clienti dei modelli V12 fin tanto che ciò sarà possibile.

È una questione di DNA: il listino del “cavallino rampante” deve trovare per forza spazio ai motori a 12 cilindri. Qui si concentrano le note più nobili della sua storia. Note di natura ingegneristica e passionale. Lunga vita, allora, ai motori più frazionati della casa di Maranello, che sono autentici tesori dell’umanità. Altro che le asettiche unità elettriche dei nostri tempi!

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